Essere copywriter: lavoro o passione?

In questo penultimo lunedì di fine luglio vorrei lanciare una piccola provocazione (che mi era stata lanciata qualche tempo fa..) prima delle vacanze estive (Dringo non si ferma nemmeno ad agosto, troverete sempre un blog post a settimana qui a “casa Dringo”).

“Scrivere è un lavoro o rimarrà sempre e solo una passione?”. Premesso che quando mi è stata posta questa domanda sinceramente avrei voluto non rispondere. O meglio: ho esitato qualche secondo nel dare una risposta. Perché? Perché è fondamentale capire che tipo di interlocutore abbiamo di fronte. E questo anche nel momento in cui, da freelance, vi relazionate con un potenziale cliente. E’ importante capire chi abbiamo di fronte.

Dicevo….ho esitato nel rispondere perché temevo di non riuscire a trasmettere quanto sia estremamente totalizzante scrivere. Capiterà sicuramente anche a voi. 

Quando scrivo non penso a nulla che non sia l’argomento che devo raccontare. Entro in simbiosi con le parole. Le penso. Le adatto. Le stravolgo. Le misuro. Come una sarta alle prese con un abito da creare da zero. Eh si, perché le parole devono rispondere ad un certo “tono di voce”, devono trasmettere valori, devono emozionare. Insomma, non è un lavoro tutto ciò? Un lavoro piacevolmente meraviglioso, ma pur sempre un lavoro.

Perchè, secondo voi, c’è ancora qualcuno (forse più di qualcuno ahimè) che non considera la professione di copywriter un lavoro vero e proprio? 

Mancata o poca conoscenza della materia?

Paura di confrontarsi con qualcosa di diverso dal classico lavoro d’ufficio?

Poca sensibilità?

…..

Non riesco a darmi una risposta. O meglio, a volte la mia mente inizia a viaggiare e immaginarsi strani concetti che poi la razionalità aiuta ad allontanare.

Mi è persino capitato di sentire una persona definire la professione di copywriter come “lavoretto”. In quel caso ho dovuto veramente affidarmi alle parole, alla loro forza, alla loro capacità di trasmettere sensazioni importanti. Essere copy è una sensazione bellissima. Dare voce ai valori delle persone, far emergere un aspetto positivo, un progetto, un team, un’azienda è qualcosa che mi riempie ogni volta di gioia.

Non c’è soddisfazione più bella di quando un cliente ti guarda felice perché sei riuscito a trasmettere proprio la sua essenza. 

Quindi, tutto ciò, per ribadire e ribadirvi che nessuno potrà farci vacillare. La scrittura è un dono ed un mezzo prezioso che abbiamo per dare voce alle nostre emozioni. 

E a volte, di fronte a certe domande, conviene sorridere e non rispondere, cosa ne pensate?